
Amour
- -George e Annes, ottantenni, sono due insegnanti di musica in pensione. La loro figlia, anche lei musicista, vive lontano con la sua famiglia. Un giorno Anne ha un malore e la stabilità del rapporto tra i due viene messa a dura prova.
George e Annes, ottantenni, sono due insegnanti di musica in pensione. La loro figlia, anche lei musicista, vive lontano con la sua famiglia. Un giorno Anne ha un malore e la stabilità del rapporto tra i due viene messa a dura prova.
Londra, 1984. Joe partecipa tra mille timidezze e ritrosie al Gay Pride e si unisce alla frangia più politicizzata del corteo, già proiettata sulla successiva battaglia in difesa dei minatori in sciopero contro i tagli della Thatcher. Guidati dal giovane Mark, i LGSM (Lesbians and Gays Support The Miners) cominciano il loro difficile percorso di protesta, che li conduce in Galles, nella remota comunità di Dulais. Superata l'iniziale ritrosia, tra attivisti gay e minatori nascerà una sincera amicizia e un'incrollabile solidarietà umana.
Dal mare emerge una pesciolina rossa a bordo di una medusa. Rimasta intrappolata in un barattolo di vetro, viene soccorsa e liberata da Sosuke, un bimbo di cinque anni che vive in cima alla scogliera. La gratitudine della pesciolina, che Sosuke battezzerà col nome di Ponyo, si trasforma in tenera amicizia. L'idillio viene però interrotto da Fujimoto, padre di Ponyo e padrone-stregone dei fondali marini. Un tempo umano, Fujimoto ha lasciato la terra per l'acqua prendendo in moglie la Madre del Mare. Decisa a tentare la fuga e a scegliere per sé un destino umano, Ponyo rovescia accidentalmente l'elisir magico del padre, trasformandosi in una bambina e alterando la quiete del mare. Le onde furiose e i pesci giganti la condurranno fino alla casa di Sosuke, dove sarà accolta e amata. Perché il mare si ritiri e restituisca a Ponyo la sua libertà e a Sosuke la sua mamma e il suo villaggio, il bambino dovrà affrontare una prova e riportare l'equilibrio tra il genere umano e la natura.
Racconta l'esperienza di una giovane coppia di genitori che si trova a lottare per salvare il loro bambino, colpito da un tumore al cervello. La sua particolarità è che si tratta di un'esperienza realmente vissuta dalla coppia che lo ha diretto e interpretato.
Enrico è un fisioterapista che ha imparato ad andare in barca a vela a cinquant'anni. Gemma una studentessa che suona il violoncello e vince gare di sci. Luca è pianista, compositore e fotografo. Felice uno scultore con tanti amici in galera. Che cosa unisce loro e gli altri protagonisti di Per altri occhi? La cecità, ma anche la voglia di impostare la propria esistenza come "una sfida che comunque va vissuta". Silvio Soldini entra nelle loro storie con discrezione mettendosi in posizione di ascolto, senza manipolare eventi o sentimenti, senza ricorrere a pietismi o luoghi comuni.
La piccola Chihiro non sopporta l'idea di traslocare e di perdere i propri amici, ma non può far niente per impedirlo. Proprio quando la famiglia è in viaggio verso la nuova casa, il padre imbocca una strada sterrata che termina davanti a un tunnel misterioso. I genitori sceglieranno di attraversarlo nonostante le rimostranze di Chihiro, per giungere a un parco dei divertimenti abbandonato, almeno apparentemente.
Da un pianeta sconosciuto, sul quale una spaventosa siccità ha quasi cancellato la vita, giunge sulla Terra in cerca di salvezza per il proprio popolo, uno dei pochi superstiti. Adottate sembianze umane, assunto il nome di Thomas Jerome Newton, questi riesce in breve tempo, sfruttando nove brevetti che ha con sé, a impiantare una potentissima multinazionale elettronica: la World Enterprise. Accumulata un'immensa fortuna, assolda uno scienziato, Nathan Bryce, cui affida il compito di costruire un'astronave capace non solo di ricondurre Newton al pianeta d'origine, ma anche di trasferirvi l'energia necessaria a farlo rivivere. Benchè soltanto tre persone conoscano piu’ o meno il suo segreto, questo trapela, per cui gli interessi minacciati dalla strapotenza della World Enterprise provocano l’intervento della CIA.
Nella parabola della streghetta dagli umili abiti rivive il consueto viaggio iniziatico di Miyazaki, spesso condotto tra i cieli (in precedenza ne Il castello nel cielo, mentre Porco rosso innalzerà ai massimi livelli il feeling eroico con l'aria) e spesso con una ragazzina come protagonista. Kiki raggiunge la fatidica età di passaggio, quella dei quattordici anni, per abbandonare la dimora natia e scoprire la vecchia Europa, ancora una volta coacervo ideale di stilemi miyazakiani. Modellata su Stoccolma e Lisbona, la città in cui Kiki approda a cavallo della sua scopa volante è il luogo dello smarrimento e dell'emancipazione, in cui l'eroina è da un lato costretta ben presto a una necessaria e dura introspezione, ma può anche sentirsi accettata nonostante la sua diversità; il luogo in cui, attraverso il duro lavoro, conquistare la propria matura autonomia.
Sophie ha diciotto anni e ogni giorno lavora instancabilmente nel negozio di cappelli del suo defunto padre. Un giorno, durante una rara escursione in città, per caso incontra il Mago Howl. Howl è ardito e bello, ma come tutti i maghi un po' smidollato. La Strega della Spazzatura, equivocando la natura del loro rapporto, getta una maledizione su Sophie, trasformandola in una novantenne rugosa. Sophie va via di casa e girovaga in una distesa desolata dove per caso entra nel castello mobile di Howl. Nascondendo la sua identita', diventa la donna delle pulizie. La vecchia petulante Sophie rimette a posto la casa, con molto piů brio di quanto ne avesse in origine. Cosa farà Sophie e cosa capiterà tra lei e Howl?