La trama fenicia
- -Sopravvissuto ad un incidente aereo per la sesta volta in tutta la sua vita, il magnate internazionale Zsa-zsa Korda tenta di ricucire i rapporti con sua figlia Liesl, nel frattempo diventata suora, che non vede da troppo tempo.
Sopravvissuto ad un incidente aereo per la sesta volta in tutta la sua vita, il magnate internazionale Zsa-zsa Korda tenta di ricucire i rapporti con sua figlia Liesl, nel frattempo diventata suora, che non vede da troppo tempo.
Black Tea, film diretto da Abderrahmane Sissako, è una storia d'amore, che supera i limiti geografici e le frontiere, attraversando le distese sconfinate dell'Africa fino ad arrivare nelle cerimonie del tè in Cina. Racconta la storia di Joice, una giovane donna africana sui trent'anni, che nel giorno del suo matrimonio dice "no" e decide di lasciare la Costa d'Avorio per raggiungere il quartiere africano di Guangzhou, in Cina, e crearsi una nuova vita. Qui inizia a lavorare in un negozio di tè, apprendendo tutti i rituali delle cerimonie cinesi.
Tratto dall’omonimo romanzo di Barry Gifford, vincitore della Palma d'oro al 43º Festival di Cannes, conferita dalla giuria presieduta da Bernardo Bertolucci, il film vanta un cast di vere star: Nicolas Cage, Laura Dern, Diane Ladd, Harry Dean Stanton e Willem Dafoe. Sailor e Lula sono amanti, ma si separano dopo che Sailor viene incarcerato in seguito ad un omicidio commesso per legittima difesa. Dopo il suo rilascio, i due fuggono per andare in California, violando apertamente gli obblighi di libertà vigilata. Sulle loro tracce un detective sguinzagliato da Marietta, squilibrata madre di Lula, che farà di tutto per ritrovarli e uccidere Sailor. Di motel in motel, travolti da una passione incendiaria, i due fuggitivi trascinano lo spettatore in un affascinante road movie attraverso un’America disperata, violenta, pornografica.
al CineClub Greenwich d'essai - Cagliari *Domenica 25 maggio 2025 ore 20.00 Martedì 27 maggio 2025 ore 20.30 *Anteprima Speciale: (25 maggio 2025) con il collegamento live il produttore Richard Gere, dopo la visione del Documentario. Un documentario che offre un ritratto cinematografico del 14º Dalai Lama, Tenzin Gyatso, in occasione del suo novantesimo compleanno. Nel film, il leader spirituale si rivolge direttamente al pubblico, condividendo la sua saggezza sulla ricerca della felicità nel mondo contemporaneo. La pellicola combina immagini personali del Dalai Lama, filmati d’archivio storici e scene attuali delle sfide globali che l’umanità affronta oggi. Wanted Cinema è lieta di presentare Dalai Lama - La saggezza della felicità (Wisdom Of Happiness), un film di Barbara Miller e Philip Delaquis, prodotto da Richard Gere, che esplora la vita e le lezioni del Dalai Lama sulla compassione e la pace interiore come chiavi per il benessere personale e globale.
È il 1950. William Lee è un americano sulla soglia dei cinquanta espatriato a Città del Messico. Passa le sue giornate quasi del tutto da solo, se si escludono le poche relazioni con gli altri membri della piccola comunità americana. L’incontro con Eugene Allerton, un giovane studente appena arrivato in città, gli mostra per la prima volta la possibilità di stabilire finalmente una connessione intima con qualcuno.
Rimasto vedovo di Becca da quattro anni, Karsh ha faticosamente trovato il modo di elaborare il lutto, benché in maniera peculiare. Grazie ai suoi ingenti mezzi finanziari ha fondato una società, GraveTech, che fabbrica sudari speciali, che permettono di riprendere con videocamere i defunti e di farli osservare post mortem ai congiunti attraverso un dispositivo elettronico. Soprattutto Karsh può così osservare Becca in ogni momento, anche da morta. Così facendo, scopre un'anomalia nelle ossa di Becca, come se queste stessero mutando sottoterra. Nel frattempo il cimitero GraveTech dove è sepolta Becca subisce un atto di vandalismo e di hacking informatico, apparentemente riconducibile a un gruppo di ecoterroristi islandesi. Maury, cognato di Karsh, e Terry, sua ex moglie e sorella di Becca, identica a lei tranne per carattere e acconciatura, pensano che siano coinvolti servizi segreti russi e cinesi, interessati alle potenzialità strategiche offerte dai sistemi GraveTech.
Il 1° aprile 2022 un gruppo di lavoratori è entrato nella storia riuscendo in ciò che tutti ritenevano impossibile: vincere una elezione interna per diventare la prima sede sindacalizzata di Amazon in America. L’impresa sarebbe straordinaria per qualsiasi sindacato, ma l’Amazon Labor Union l’ha compiuta addirittura senza alcuna esperienza precedente di organizzazione, senza alcun sostegno istituzionale e con un budget totale di solo 120.000 dollari raccolti online. Lo stile e le strategie del gruppo sono totalmente anticonvenzionali: dall’indossare costumi alle conferenze stampa alla distribuzione gratuita di marijuana ai lavoratori. Malgrado avesse contro una superpotenza aziendale, con minime tutele legali e pochissime probabilità di successo, l’ALU non si è arreso, tenendo fede alle proprie convinzioni sull’azione collettiva e sulla dignità e il potere della classe operaia, e ottenendo quella che è stata considerata la vittoria più significativa per i lavoratori americani dagli anni ’30. Festival: Sundance True/False CPH:DOX Visions du Réel HotDocs Full Frame Sheffield Doc/Fest DokuFest Kosovo
Dal campo profughi di Jabaliya a Gaza, all’Università di Toronto fino alla Corte Suprema di Israele, I Shall Not Hate segue la vicenda del dottor Izzeldin Abuelaish, primo medico palestinese a lavorare in un ospedale israeliano, dove ha fatto nascere centinaia di bambini. La sua etica improntata al perdono e alla riconciliazione viene messa a dura prova quando un carro armato israeliano bombarda la sua casa, uccidendo tre delle sue figlie. Ma contro ogni logica e aspettativa, il medico trasforma la tragedia in una campagna globale per sradicare l’odio, diffondendo il suo messaggio in ogni lingua: inglese, arabo ed ebraico. Le sue parole saranno citate dall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, e verrà candidato al Premio Nobel per la pace. Ma il dottor Abuelaish rimane perseguitato dal dolore e convinto che, per onorare le sue figlie, debba chiedere conto al governo israeliano dell’attacco non provocato che ha decimato la sua famiglia. Dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre e la guerra a Gaza, la sua esperienza e il suo appello alla giustizia e alla tolleranza diventano ancor più significativi e urgenti, per immaginare un futuro per palestinesi e israeliani. Festival: CPH:DOX Movies That Matter Melbourne DocEdge New Zealand
“I could never go vegan” Io non potrei mai diventare vegano. “Dove prendi le proteine”, “la soia sta distruggendo le foreste pluviali”, “il cibo vegano è costoso”, “il cambiamento climatico non esiste”. Non passa giorno senza che qualcuno dica a Tom perché non potrebbe mai diventare vegano. Tom decide quindi di intraprendere un viaggio per indagare le tante ragioni che ha sentito nel corso degli anni, per capire se siano fondate o meno. Il regista Thomas Pickering non ha mai mangiato carne. Nato negli anni ’80 e cresciuto vegetariano, è poi passato a una dieta vegana. Tom ha sempre creduto di fare la cosa giusta per gli animali, per la sua salute e, più recentemente, per il pianeta. Nonostante ciò, non passa giorno senza che qualcuno gli dica “I could never go vegan”, “Non sarò mai vegano” Da “dove prendi le proteine” e “la soia sta distruggendo le foreste pluviali” a “il cibo vegano è costoso” e “il cambiamento climatico non esiste”, le ha sentite tutte. Tom decide di intraprendere un viaggio per indagare le tante ragioni che ha sentito nel corso degli anni, per capire se siano fondate o se la sua educazione sia stata una grande truffa a base vegetale. Nel suo percorso, Tom incontra diversi atleti di alto livello, assistendo a record mondiali, successi in campionati e un ottantaquattrenne che partecipa alla sua sesta ultramaratona. Parla con medici, scienziati ambientali, psicologi e chef. Segue giornalisti investigativi e attivisti mentre si infiltrano in allevamenti intensivi, dove scopre che il voto A assegnato al Regno Unito per le sue pratiche agricole non è ciò che sembra. Alla fine di tutto, Tom cerca di mettere insieme questo complesso puzzle, trovando un legame chiaro tra il modo in cui trattiamo gli animali, l’effetto che questo ha sul nostro pianeta e sulla nostra salute.
Specialista in intercettazioni, che ha sempre vissuto immerso nel lavoro, scopre di avere una coscienza, di essere responsabile di quello che fa, di essere prima complice e poi vittima. Palma d'oro a Cannes e designato agli Oscar (film, regia), è un thriller che anticipa i tempi (Watergate) e le mode, rimanda al cinema di Antonioni (fotografia funzionale di Bill Butler), ma anche agli incubi allucinati di un Kafka tecnologicamente aggiornato. Uno dei migliori film USA degli anni '70 con un G. Hackman perfetto come antieroe dell'era elettronica. Apparizione non accreditata di Robert Duvall.