14+
128 min min -
Biografico, Drammatico, Sentimentale -
9 Giugno 2026
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La Cronologia dell'Acqua, il film diretto da Kirsten Stewart, è il racconto viscerale e onesto di una vita salvata dall’arte.
Al centro della storia c’è Lidia (Imogen Poots), una giovane donna cresciuta in un ambiente intriso di violenza e abuso di alcol, segnata da traumi familiari, dipendenze, lutti, e apparentemente destinata all’autodistruzione. Un tempo promessa del nuoto, riesce a fuggire dal contesto che la soffoca e a iscriversi all’università, dove trova nella letteratura un primo spazio di resistenza e di salvezza. Attraverso una narrazione frammentata che intreccia memoria fisica e parola scritta, il film segue il suo percorso di sopravvivenza e trasformazione. La scrittura diventa il luogo in cui il dolore può essere rielaborato e la voce finalmente liberata da ogni costrizione.
L’opera affronta con coraggio temi complessi e spesso taciuti come la bisessualità, il trauma, la dipendenza, il sesso, la violenza e l’attivismo, mostrando come l’atto di raccontarsi possa diventare un gesto profondamente politico. Più che il ritratto di una singola esistenza, è la storia di una metamorfosi.
Una testimonianza intima e potente di come corpo e linguaggio possano farsi strumenti di rinascita, permettendo di riappropriarsi delle proprie ferite e trasformarle in libertà.
Director:
Kristen Stewart
La Cronologia dell'Acqua, il film diretto da Kirsten Stewart, è il racconto viscerale e onesto di una vita salvata dall’arte.
Al centro della storia c’è Lidia (Imogen Poots), una giovane donna cresciuta in un ambiente intriso di violenza e abuso di alcol, segnata da traumi familiari, dipendenze, lutti, e apparentemente destinata all’autodistruzione. Un tempo promessa del nuoto, riesce a fuggire dal contesto che la soffoca e a iscriversi all’università, dove trova nella letteratura un primo spazio di resistenza e di salvezza. Attraverso una narrazione frammentata che intreccia memoria fisica e parola scritta, il film segue il suo percorso di sopravvivenza e trasformazione. La scrittura diventa il luogo in cui il dolore può essere rielaborato e la voce finalmente liberata da ogni costrizione.
L’opera affronta con coraggio temi complessi e spesso taciuti come la bisessualità, il trauma, la dipendenza, il sesso, la violenza e l’attivismo, mostrando come l’atto di raccontarsi possa diventare un gesto profondamente politico. Più che il ritratto di una singola esistenza, è la storia di una metamorfosi.
Una testimonianza intima e potente di come corpo e linguaggio possano farsi strumenti di rinascita, permettendo di riappropriarsi delle proprie ferite e trasformarle in libertà.